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Il ricorso avverso il provvedimento INPS di riconoscimento dell’invalidità civile?

ricorso avverso il provvedimento INPS

Di fronte al mancato riconoscimento dell’invalidità civile o al riconoscimento di una percentuale di invalidità diversa da quella cui si crede di aver diritto è possibile presentare ricorso avverso il provvedimento INPS. In che modo?

Ricorso amministrativo

In caso di diniego del riconoscimento di invalidità civile per motivi socio economici/amministrativi

Il ricorso amministrativo è ammesso esclusivamente contro provvedimenti di rigetto o di revoca dei benefici economici che riguardano i requisiti amministrativi come il reddito, la cittadinanza o la residenza.

Il ricorso avverso il provvedimento INPS può essere presentato online all’INPS attraverso il servizio dedicato oppure tramite i servizi telematici offerti dagli enti di patronato.

Ricorso giurisdizionale

In caso di riconoscimento di una percentuale di invalidità diversa da quella cui si crede di aver diritto

In caso di esito negativo, la persona può presentare, tramite l’assistenza di un avvocato, ricorso all’Inps entro 180 giorni dalla notifica del verbale.

Entro sei mesi dalla notifica del verbale l’avvocato presenterà presso il giudice ordinario l’istanza di ATP, ovvero una richiesta di accertamento tecnico preventivo delle condizioni sanitarie che legittimano le pretese che il ricorrente intende far valere in giudizio (legge 111/2011).

Il termine per la presentazione del ricorso è perentorio, dopodiché sarà solamente possibile presentare una nuova domanda amministrativa.

Il Giudice successivamente nominerà un consulente tecnico d’ufficio (un medico) che provvederà a stendere una relazione (perizia); alla sua attività di perizia è presente anche un medico legale dell’INPS.

 Il CTU invierà la bozza al cittadino e all’INPS e attenderà le osservazioni; quindi depositerà la relazione definitiva presso il Giudice.

Il giudice chiederà formalmente all’INPS e al cittadino se vi sono contestazioni, fissando un termine perentorio, non superiore a 30 giorni, entro cui presentarle. Se non ci sono, il giudice omologherà la relazione del consulente con decreto che diventa inappellabile.

Se l’INPS o il cittadino intendono contestare la relazione del perito depositano il ricorso introduttivo del giudizio, specificando, i motivi della contestazione. Al termine del giudicio verrà emessa sentenza inappellabile.

Consolata Santino
Avvocato – Mediatrice

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