Diffamazione tramite Whatsapp. Quando si realizza?

Diffamazione tramite Whatsapp

La diffamazione tramite Whatsapp è possibile? Quando è integrata la fattispecie di reato e cosa si rischia? Se sono vittima di diffamazione cosa devo fare?

La diffamazione

Il delitto di diffamazione è previsto e punito nel nostro codice penale all’art. 595, collocato tra i delitti contro la persona.

La condotta penalmente rilevante consiste nell’offendere l’altrui reputazione, di un soggetto non presente, comunicando con più persone.

È prevista la pena della reclusione fino ad un anno o la multa fino a 1.032€.

Nei commi successivi dell’art. 595 c.p. vengono introdotte le cosiddette aggravanti speciali, ovvero condotte che aggravano la fattispecie prevedendo un aumento di pena.

– La prima aggravante consiste nell’attribuire ad una persona un fatto determinato;

– la seconda consiste nell’arrecare l’offesa col mezzo della stampa, o con qualsiasi mezzo di pubblicità;

– da ultimo vi è l’aggravante di recare offesa ad un corpo politico, amministrativo o giudiziario.

Quindi, affinché possa ritenersi integrato il delitto di diffamazione deve sussistere:

  • un’offesa alla reputazione, intesa come la stima che hanno gli altri della sfera morale di una persona;
  • l’assenza dell’offeso quindi l’impossibilità di percepire direttamente l’offesa;
  • la presenza di almeno due persone diverse dall’offensore e che siano in grado di percepire l’offesa, anche in un momento successivo.

Diffamazione tramite Whatsapp quando si verifica?

Generalmente, affinché possa considerarsi diffamazione, è necessario che il commento denigratorio venga “pubblicato” in una chat di gruppo, ovvero in un gruppo Whatsapp in cui all’interno vi siano almeno altre due persone oltre colui che pubblica l’offesa e l’offeso stesso.

Il commento deve poi essere pubblicato in un momento in cui l’offeso risulta disconnesso, perché se ricevesse l’offesa nell’immediato si tratterebbe di ingiuria e non di diffamazione.

Sul punto si segnala la sentenza – Corte Cassazione Sez. V Penale 21/02/2019 n. 7904 – che confermava la colpevolezza di un soggetto che aveva postato messaggi offensivi all’interno di una “chat di gruppo”, considerando irrilevante il fatto che a detta “chat” avesse accesso anche la persona destinataria delle offese.

Quindi se l’offesa è diretta a persona presente o che la percepisce nell’immediato, non si avrà diffamazione ma ingiuria.

Ricordiamo che il delitto di ingiuria è stato depenalizzato e non costituisce più una condotta penalmente rilevante, essendo passabile solo di una sanzione pecuniaria in sede civile.

Offendere una persona sullo stato di Whatsapp è diffamazione?

In merito alla pubblicazione di offese sugli stati di Whatsapp, ovvero su quella funzione che permette di pubblicare un contenuto visibile a tutti i contatti inseriti in rubrica per 24 ore, la giurisprudenza di legittimità più recente tende a riconoscere il delitto di diffamazione.

La recentissima Cassazione penale, nella sentenza n. 33219/2021 ha statuito il seguente principio di diritto: “Le affermazioni lesive dell’onore e del decoro della persona offesa enunciate sullo status di Whatsapp posso integrare il reato di diffamazione qualora i contenuti ivi presenti siano visibili ai contatti presenti in rubrica”.

Quindi si, offendere una persona tramite lo stato di Whatsapp può integrare il delitto di diffamazione.

Cosa devo fare se sono stato vittima di diffamazione?

Se pensi di essere stato vittima di diffamazione, perpetrata via Whatsapp, è importante sporgere immediatamente la denuncia-querela.

Rivolgiti ad un avvocato per farti tutelare al meglio.

La diffamazione tramite whatsapp o qualsiasi altro canale social, infatti è un delitto procedibile solo su querela di parte, il che significa che l’autore della diffamazione sarà penalmente punibile solamente se tu, in qualità di diretto interessato, sporgerai querela, specificando la volontà di perseguitare penalmente il responsabile.

Ricorda che la querela va sporta entro il termine massimo di tre mesi dalla conoscenza del fatto di reato, in questo caso dal giorno in cui vieni a conoscenza della diffamazione perpetrata nei tuoi confronti, pena la non perseguibilità dell’offensore.

Instaurato il processo, potrai costituirti parte civile nel processo penale e chiedere il risarcimento dei danni subiti.

Se ti interessa sapere “il valore probatorio dei messaggi whatsapp nel processo civile” clicca questo link  link in nota.

Se hai ancora quale dubbio o hai bisogno di una consulenza legale, non esitare a contattarci per avere informazioni.

Avv. Sara Calzolari

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