Sindrome del Bambino scosso, cos’é e perché si verifica

sindrome del bambino scosso

Di sicuro sarà capitato a ciascuno di noi di imbatterci in una notizia di cronaca nera che riguardasse la “Sindrome da Scuotimento”  anche definita “ Sindrome del Bambino scosso”. Ma di cosa si tratta? Quali sono i segnali? Cosa la genera? Come prevenirla?

Queste, alcune delle domande a cui ci proponiamo di rispondere in questo articolo.

SINDROME DA SCUOTIMENTO O SINDROME DEL BAMBINO SCOSSO.

Si tratta di una sindrome generata dallo scuotimento violento e incontrollato di un bambino di età compresa tra le due settimane e l’anno di vita .

Un tempo era definita “Shaking Baby “ termine utilizzato per rimandare immediatamente all’idea dello shekerare ovvero dell’agitare qualcosa per amalgamarne gli ingredienti. Oggi si preferisce utilizzare  il termine “Abusive Head Trauma “che fa invece riferimento al trauma cranico causato da un comportamento che può essere definito abusante  data la violenza dello stesso .

Generalmente il comportamento abusante di scuotimento viene messo in atto da un adulto ( madre, padre , nonni, baby sitter ..etc..) che si prende cura del bambino piccolo.

Ma cosa genera un simile comportamento e perché  viene messo in atto?

Si tratta di una misura estrema  adottata in seguito al pianto inconsolabile e disperato del bambino piccolo. L’idea retrostante sarebbe quella che l’agitazione violenta provocata dallo scuotimento, possa calmare in extremis il pianto divenuto insopportabile oltre i limiti di tolleranza dell’adulto.

Tuttavia, un simile comportamento ,è in grado di provocare danni seri e irreversibili anche nel giro di una manciata di secondi.. ma vediamo insieme perché..

IL COMPORTAMENTO DI SCUOTIMENTO, CONSEGUENZE E POSSIBILI INTERVENTI.

Il bambino piccolo fino all’anno di età dispone di una struttura muscolare decisamente  fragile che gli impedisce data la scarsa  tonicità  iniziale , di sostenere autonomamente il capo. Quest’ ultimo  ha un peso pari al 15% dell’intera struttura corporea e ciò rende ragione del fatto che dato il suo consistente peso,  non possa sorreggersi solo. Anche le strutture cerebrali e la stessa scatola cranica sono nel primo anno di vita in fase di consolidamento.

L’immaturità neurofisiologica  globale  ci permette di comprendere come  un ondeggiamento violento e  ripetuto del capo possa provocare numerose   lesioni cerebrali il cui esito  potrebbe  causare:

  • Deficit cognitivi
  • Deficit motori
  • Compromissione della vista a causa di emorragie interne
  • Morte

Ma come riconoscere la presenza di un danno avvenuto  a carico del Sistema Nervoso Centrale?

Sarà opportuno prestare attenzione ad alcuni segnali aspecifici che possono insorgere in seguito al trauma:

  • Apnea
  • Convulsioni
  • Vomito
  • Inappetenza
  • Difficoltà di suzione
  • Assenza di sorriso o vocalizzi
  • Rigidità nella postura
  • Letargia
  • Irritabilità estrema

Ad ogni modo, il primo intervento utile è quello di recarsi al Pronto Soccorso riferendo al personale specializzato l’accaduto, in modo da poter prestare i dovuti e necessari interventi al fine di limitare il danno.

MA QUALI SONO I FATTORI SCATENANTI CHE INDUCONO AD ATTUARE UN SIMILE COMPORTAMENTO?

Numerosi possono essere i fattori di rischio che potrebbero causare la scelta di soluzioni estreme di questo tipo. Sempre più frequentemente siamo esposti ad una società nella quale l’individuo pur essendo continuamente connesso al mondo virtuale, finisce con il disconnettersi alla rete sociale cui appartiene  senza che ne sia a volte  del tutto consapevole.

La solitudine, il progressivo ritiro sociale, l’aumento dei disagi personali, familiari, lavorativi , economici etc… sono solo alcune delle cause che possono indurre l’abbassamento  del  livello della soglia di tolleranza di cui ciascuno di noi dispone.

L’esposizione e la continua promozione attraverso l’uso dei social, di una società sempre più orientata  al soddisfacimento dei bisogni esterni, a discapito di un impoverimento dell’attenzione verso quelli interni, porta sempre meno a riconoscere in tempo la presenza di segnali che sono espressione di un disagio per il quale poter e dover chiedere aiuto.

Grande attenzione, inoltre, merita il periodo entro il quale si può verificare la sindrome del bambino scosso. Il primo anno di vita del bambino piccolo corrisponde infatti ad un periodo di vita molto delicato sia  per le neo mamme che per la coppia genitoriale che si prepara a questa nuova sfida. Infatti, sia le mamme che la coppia in sé hanno l’arduo compito di dover affrontare nuovi “ adattamenti” non solo esterni, data la presenza del nascituro, ma anche interni,  nei termini di un  riassestamento di quelli che sono i  bisogni della coppia e di ciascun suo membro. Questo periodo molto delicato necessita di grande cura e attenzione oltre che di “presenza e aiuto”. Ma rimando questa trattazione ad un nuovo articolo.

Laura Tocci

Psicologa esperta in infanzia e adolescenza

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