Articoli

I 6 Stadi del Divorzio

divorzio

Non sempre al raggiungimento del divorzio legale la coppia è pronta ad accettare la fine della relazione e ad affrontare il divorzio psicologico: spezzare il legame sentimentale comporta l’attraversamento di una sensazione di vuoto e solitudine che può generare ansia e angoscia.

Il divorzio

Il divorzio e la fine di una relazione costituiscono un momento di cambiamento molto importante per la coppia, che sconvolge totalmente il loro progetto di vita. Sebbene i tempi legali necessari per addivenire al divorzio di recente siano stati ridotti, il divorzio a livello psicologico è un percorso che avviene per fasi che permettono alle persone coinvolte di elaborare interiormente l’accaduto, ristrutturare le relazioni e riorganizzare le abitudini dei componenti della famiglia in base alle nuove esigenze familiari. Molti sono gli aspetti dell’esistenza e della quotidianità che andranno riorganizzati: gli aspetti economici, la rete relazionale, l’immagine sociale, le modalità e i tempi di frequentazione dei figli.

I 6 stadi del divorzio di Bohannan

Secondo Paul Bohannan, per elaborare il momento separativo la coppia deve attraversare sei stadi. Ogni stadio ha caratteristiche psico-emotive diverse, in cui l’individuo modifica la percezione del sé e delle relazioni costruite all’interno di un sistema dinamico come la famiglia o la comunità.

  • Divorzio emotivo

Il matrimonio è un patto formale con implicazioni legali e che sottende un patto emotivo, la convinzione di essere la persona più importante nella vita del coniuge e  di voler costruire un progetto di vita comune. Il divorzio emotivo, cioè il disfacimento dei sogni, delle speranze e del progetto di vita della coppia può avvenire durante la relazione a causa della frustrazione costante e continua di bisogni irrazionali del coniuge (riconoscimento, amore, tenerezza, accettazione, fiducia, condivisione, complicità) ed essere così la causa della separazione. Questo stadio è superato più facilmente da chi sceglie di interrompere la relazione, mentre per chi subisce la separazione può rimanere incompiuto anche dopo la sentenza di divorzio. Si viene così a creare una condizione di ambiguità che coinvolge non solo gli ex coniugi ma anche i figli, i nuovi partner, i parenti e gli amici.

  • Divorzio legale

Presuppone l’esistenza di un contratto coniugale e la rottura dell’unione spirituale e materiale dei coniugi. Può avere inizio rivolgendosi ad un avvocato per intraprendere una procedura consensuale o giudiziale, o ad un mediatore familiare per individuare un accordo soddisfacente per tutte le parti. L’accordo di separazione una volta raggiunto può essere sempre modificato in mediazione familiare o rivolgendosi ad un legale.

  • Divorzio economico

Mentre prima della separazione la famiglia gestisce le spese in modo unitario, con il divorzio i coniugi realizzano una separazione economica e finanziaria. L’avvocato o il mediatore familiare hanno il compito di aiutare gli ex coniugi a gestire l’aumento delle spese conseguenti alla separazione: vi è una seconda casa da locare e da mantenere e possono sorgere nuove necessità come quella di acquistare una seconda autovettura per esempio. Tutto questo può creare difficoltà finanziarie, soprattutto quando queste erano presenti anche durante il matrimonio.

  • Divorzio dalla comunità

Il divorzio può comportare l’indebolimento di relazioni fino ad allora ritenute significative per la coppia, l’allontanamento da amici comuni, parenti acquisiti e per chi lascia l’abitazione, anche dal vicinato. Questa dimensione, se mal gestita, può creare sofferenza per gli ex coniugi ma anche per i figli che dovranno rinunciare alle relazioni amicali costruite con i figli degli amici dei genitori. Col tempo è importante che gli ex coniugi comincino a sviluppare relazioni sociali come individui e non più come coppia e che la comunità accetti la famiglia bi-genitoriale.

  • Divorzio genitoriale

Dai figli non si divorzia ed è per questa ragione che gli ex partner devono riuscire a separare la precedente relazione coniugale dalla relazione co-genitoriale, rigenerandola e separando i propri bisogni dai bisogni dei figli. La collaborazione tra genitori, talvolta, quando la coppia è molto conflittuale, risulta ardua. In questo contesto la mediazione familiare si rileva un valido strumento per riattivare la comunicazione tra genitori.

  • Divorzio psicologico

Viene definito dall’autore (1973) come coma la “separazione di sé dalla personalità e dall’influenza dell’ex coniuge”. La transizione dal “noi” all’ “io” non è facile ed è spesso accompagnata da un periodo di confusione e tormento interiore. Tuttavia, una volta raggiunto, questo traguardo costituisce un nuovo inizio per gli ex coniugi: con il divorzio psicologico riusciranno ad affrontare la quotidianità affidandosi a se stessi, divenendo autonomi e indipendenti dall’altro. Il divorzio psicologico spesso viene vissuto con senso di colpa da colui che prende la decisione di interrompere la relazione, mentre viene vissuto con maggior smarrimento e paura da chi subisce la separazione. La condizione emotiva di chi viene lasciato è assimilabile al lutto, un’esperienza di perdita che provoca un profondo dolore, ma questo argomento lo affronteremo nel prossimo articolo.

Qual è il ruolo del  mediatore familiare nell’accompagnare la coppia in questo difficile percorso?

Il mediatore familiare è un agente di realtà che facilita il processo di auto-apprendimento:

  • Rende consapevoli le parti del fatto che il divorzio è un processo che si realizza nel tempo e che richiede tempo per la sua elaborazione a livello materiale e psicologico;
  • Rende consapevoli le parti dell’importanza della condivisione e della collaborazione;
  • Rende consapevoli le parti della reciproca interdipendenza;
  • Rende consapevoli le parti della responsabilità che hanno uno nei confronti dell’altra e verso i figli;
  • Rende consapevoli le parti delle proprie abilità e qualità personali e di quanto queste possano essere di aiuto nella relazione con l’altro;
  • Rende le parti consapevoli dell’importanza di mantenere un atteggiamento positivo, che guarda al futuro;
  • La mediazione familiare è un processo di auto-apprendimento.

Consolata Santino

Mediatrice familiare e consulente legale

Condividi su:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *