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La coordinazione genitoriale

la coordinazione genitoriale

Oggi si sente tanto parlare di coordinazione genitoriale, ma di cosa si tratta? Quale funzione ricopre nel panorama della tutela del minore? Perché ha ricadute sul benessere dei figli?

A questi interrogativi e a molti altri risponderemo in questo articolo.

DOVE NASCE QUESTA FIGURA E  PERCHÉ PUÒ VENIRE IN AIUTO?

Questo tipo di intervento nasce in America e il metodo che si sta sperimentando in Italia è quello ideato da Debra Carter. La coordinazione genitoriale è un processo multidisciplinare che mira a rispondere ai bisogni di consulenza delle famiglie e a fornire un orientamento circa il piano genitoriale e gli accordi di separazione. L’obiettivo principale è aiutare i genitori a superare i conflitti nel miglior interesse dei figli.

Innanzitutto, nella coordinazione genitoriale, il fulcro nodale dell’intervento è il bambino o adolescente, nell’ottica che il minore sia da tutelare. È definita come un sistema di orientamento per i genitori, i quali vengono aiutati a direzionare lo sguardo verso i bisogni e le richieste del figlio. Soprattutto negli USA è una figura di riferimento per non privare completamente i caregiver della propria responsabilità, con lo scopo di arrivare a una potenziale mediazione e di favorire una co-genitorialità efficace, insegnando tecniche di risoluzione del conflitto e di comunicazione costruttiva.

Un secondo elemento fondamentale da sottolineare è che il coordinatore genitoriale lavora in stretto contatto con il giudice. Di fatto è una delle poche figure professionali avente autorità, facilità di accesso e conoscenza del benessere psicologico, nonché del diritto.

LE COMPETENZE E IL METODO DI LAVORO

Le sue competenze specifiche spaziano dal campo della salute mentale, della valutazione e mediazione familiare a quello dell’educazione, della conoscenza del diritto di famiglia e delle relazioni familiari. Inoltre interviene nei casi in cui non sia ancora stata emanata una sentenza giudiziaria, per fare in modo che i figli possano mantenere contatti frequenti ed emotivamente sicuri con ciascun genitore, qualora tra i coniugi si riesca ad ottenere una negoziazione.

Un terzo elemento importante da evidenziare è che il coordinatore genitoriale deve rimanere neutrale e oggettivo verso entrambi i genitori, ma non imparziale nei riguardi del minore. Lavora principalmente con i caregiver, ma in alcuni casi è auspicabile che incontri anche i figli e/o altri membri del nucleo familiare.  Rientrando nella pratica dell’alternative dispute resolution, rappresenta un metodo alternativo di risoluzione dei conflitti nuovo e in costante evoluzione.

I BENEFICI

I benefici che si possono trarre da questo tipo di intervento sono riscontrabili a più livelli.

Per quanto riguarda i figli, il fatto di mantenere entrambi i genitori attivi e presenti nella loro vita può aiutarli a esperire un miglior stato di benessere. I loro sintomi d’angoscia possono essere contenuti e l’atmosfera in casa può diventare più rilassata.

È possibile ridurre gli effetti dei vincoli cronici di lealtà che il bambino può provare verso uno o entrambi i genitori. Quest’ultimo obiettivo può essere raggiunto nel lungo termine ed esclusivamente attraverso un lavoro svolto in parallelo con i genitori.

Infatti solo una volta che i genitori sono consapevoli dell’impatto che la separazione ha sui figli e sul loro sviluppo, possono rendersi conto di quello che essi provano e sperimentano, non cercando più l’alleanza, a volte in modo inconsapevole, del figlio contro l’altro genitore, ma possono essere più attenti alle loro esigenze e aiutarli.

Allo stesso tempo i figli, aumentando il proprio livello di autostima e di fiducia in se stessi, nonché tecniche di comunicazione efficaci e di gestione delle proprie emozioni, sono più equipaggiati per rapportarsi con i genitori. Inoltre possono essere limitate le probabilità di future difficoltà relazionali.

Per quanto riguarda i genitori, invece, i maggiori benefici possono essere l’acquisita consapevolezza dell’impatto che il divorzio può esercitare sulle persone coinvolte e la gestione costruttiva delle proprie emozioni negative, nonché la possibilità dei servizi di verificare gli accordi di frequentazione genitori-figli. Altri enti e soggetti che ricavano beneficio da questi interventi sono il sistema giuridico, i professionisti della finanza forense e la società.

Per quanto riguarda il sistema giuridico, la coordinazione genitoriale consente di ridurre l’onere dei giudici nella programmazione dei casi, permette loro di occuparsi di questioni giuridiche invece che di questioni genitoriali e gioca un ruolo nella prevenzione del burnout.

Simili sono le motivazioni alla base dei benefici per gli avvocati e i professionisti della finanza forense: indirizzare le questioni genitoriali verso professionisti formati, avere più tempo a disposizione per la materia legale o finanziaria e prevenire il burnout.

I benefici per la società sono a più ampio raggio e riguardano sia la riduzione della probabilità di trascuratezza dei figli in famiglia sia l’identificazione precoce delle problematiche familiari. Attraverso questo tipo di intervento, vengono, inoltre, rinforzate le potenzialità di figli e genitori e diminuite le probabilità del coinvolgimento dei figli nel sistema giudiziario minorile più avanti nel tempo.

Si tratta di una figura professionale in un ambito ancora in evoluzione, le cui funzioni e contesti di applicazione sono in via di accertamento e sperimentazione, soprattutto in un campo altamente delicato come la tutela della famiglia e dei minori che in essa vivono. Minori che proprio per il loro essere in formazione e in via di sviluppo meritano un trattamento particolare e mirato, anche preventivo.

Anna Graefer

dott.ssa in Scienze e tecniche psicologiche

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