Interruzione del percorso di mediazione familiare: come fare?

interruzione percorso di mediazione

L’interruzione del percorso di mediazione familiare non è un tema affrontato di frequente. Riceviamo spesso delle email dove ci viene chiesto come fare per cambiare mediatore familiare e sceglierne uno diverso, che sappia rispondere meglio alle esigenze degli ex partner. Sono differenti i motivi che possono spingere verso questo bisogno di cercare un nuovo professionista, tra i quali: il metodo utilizzato, la mancata empatia, la scarsa flessibilità nel fissare gli incontri, la mancanza di fiducia e sentire il professionista poco neutrale. Questo è quanto accaduto ad Angela, che ci ha raccontato la sua esperienza di seguito riportata.

Caso

La storia di Angela e Giacomo non è diversa da quelle di molte altre coppie. A scriverci è Angela, nella sua email ci chiede consiglio sul percorso di mediazione familiare obbligatorio, cioè quello disposto dal giudice. Lei e Giacomo sono stati insieme 5 anni, tra alti e bassi, hanno una bambina di 2 anni. Angela racconta che i primi anni della relazione sono stati sereni, ma nell’ultimo periodo anche a causa della pandemia e della crisi economica che il nostro paese sta vivendo, Giacomo ha iniziato a manifestare un atteggiamento irrispettoso e aggressivo verbalmente. Dopo aver tentato di ricucire il rapporto, soprattutto per il bene della loro bambina, Angela anche su consiglio dei genitori si rivolge ad un avvocato per dare inizio ad una separazione. Il giudice ha disposto di seguire un percorso di mediazione familiare presso un professionista a scelta della coppia. Angela cerca uno studio privato dove intraprendere la mediazione, lo comunica a Giacomo e contattano il mediatore. Viene proposto loro di eseguire prima degli incontri individuali e poi inizieranno il percorso insieme. Angela, durante gli incontri con Giacomo e il mediatore sente di non essere capita, come se il professionista fosse incline a credere e “favorire” Giacomo. Questa sensazione non le permette di sentirsi a suo agio, di potersi esprimere con serenità e di conseguenza di avere fiducia nella mediazione familiare. Il consiglio che chiede a noi, dopo aver trovato il contatto sui social network, è se può sospendere il percorso con questo mediatore e iniziarne un altro o non farne alcuno. E se opta per quest’ultima possibilità se possono esserci conseguenze all’interno del procedimento davanti al giudice.

Quando la mediazione familiare non è volontaria…

La mediazione familiare è un percorso rivolto alla riorganizzazione delle relazioni familiari in vista o in seguito alla separazione o divorzio. In un contesto strutturato, il mediatore familiare come terzo neutrale e con una formazione specifica, nella garanzia del segreto professionale, e in autonomia dall’ambito giudiziario, si adopera affinché i partner elaborino in prima persona un programma di separazione soddisfacente per sé e per i figli, in cui possano esercitare la comune responsabilità genitoriale. La mediazione familiare si caratterizza per essere una procedura volontaria, ma il giudice durante il giudizio di separazione o divorzio può disporre che la coppia intraprenda un percorso di mediazione familiare presso un consultorio familiare o privatamente. Si tratta di un’opportunità per le coppie per ristabilire la comunicazione e ridefinire un accordo di separazione che tenga conto delle necessità di entrambi e in particolar modo dei figli, in una prospettiva che riconosca le relazioni familiari e intergenerazionali. Nel caso in cui la coppia decida di intraprendere il percorso di mediazione familiare il giudice sospende il giudizio assegnando alle parti un termine entro il quale avranno la possibilità di tentare di arrivare a un accordo riguardante gli aspetti patrimoniali e non patrimoniali del rapporto coniugale e gli aspetti del rapporto genitoriale. Nel caso in cui il tentativo di mediazione familiare non vada a buon fine non verranno comunicati i motivi al giudice, ma sarà messo al corrente del fallimento dello stesso. In caso di raggiungimento degli accordi, questi saranno riportati in sede giudiziale e omologati dal giudice.

Il mediatore familiare è una figura imparziale?

Il mediatore familiare è un terzo neutrale, imparziale e con una formazione specifica, che facilita il dialogo e si adopera affinché la coppia di ex partner riesca a raggiungere degli accordi soddisfacenti per tutte le parti coinvolte, in specie per i figli. Attraverso un ascolto attivo, l’analisi dei bisogni, il mediatore cerca di portare in salvo ciò che c’è stato di positivo nella relazione, con uno sguardo verso il futuro. Nella stanza di mediazione, il professionista si trova alla presenza di una grande quantità di emozioni (rabbia, tristezza, delusione, senso di colpa), poiché responsabile del percorso mediativo, deve assolvere alcuni compiti che garantiscono la regolarità e il buon esito della mediazione familiare stessa. Il mediatore, quindi, deve valutare la compatibilità tra le richieste degli ex partner e i corrispondenti bisogni, deve raccogliere informazioni e anche valutare la presenza di elementi che impediscono l’avvio della mediazione familiare. A volte proprio lo strumento degli incontri individuali può portare le parti a percepire il mediatore poco neutrale perché non si è a conoscenza di ciò che è stato detto in assenza di uno dei due ex partner. Nonostante il mediatore familiare si caratterizzi per la sua imparzialità e terzietà può succedere che si instauri un gancio emotivo (reazioni emotive provate dal professionista in risposta a quanto ascoltato in mediazione) con uno dei mediandi, per cui si potrebbe avvertire la mancanza di imparzialità. In questo caso si può comunicare al professionista il problema e decidere se proseguire o optare per l’interruzione del percorso di mediazione familiare.

Cercare un nuovo mediatore familiare

Dopo l’interruzione del percorso di mediazione familiare è normale essere scoraggiati e avere difficoltà ad affidarsi ad un nuovo professionista, la paura di riscontrare le stesse problematiche può essere un freno. Deve tenersi conto che il mediatore è sì un professionista ma è anche un essere umano che ha dei sentimenti, può capitare che ritrovi un gancio emotivo (controtransfert emozionale) con la storia che viene raccontata all’interno della stanza di mediazione, questo non può definirlo un cattivo professionista. In ogni caso, se la decisione è quella di cambiare mediatore, basta aver concluso il percorso che era in atto e cercare un nuovo professionista in accordo con l’ex partner. In genere l’incontro informativo è gratuito e potrà essere sfruttato per capire se il mediatore familiare scelto risponde alle vostre esigenze. La mediazione familiare è un procedimento complesso, dove è importante avere fiducia nel professionista, in quanto bisognerà affidarsi e fidarsi di lui per affrontare i conflitti non attraverso uno scenario di vincitori e vinti ma di tutti vincitori. Per avere informazioni e prenotare l’incontro informativo gratuito contattaci.

                                                                                                                                                                                                                            Marialaura Misiano
Mediatrice Familiare

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